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Sicurezza in Parete: materiali e tecniche moderne per la chiodatura

Guida tecnica alla chiodatura delle falesie: materiali, tipi di ancoraggi, errori da evitare e problemi di corrosione nelle aree marine.

fix d'arrampicata

Sicurezza in Parete: materiali e tecniche moderne per la chiodatura

Quando si arrampica, la fiducia negli ancoraggi è fondamentale. La sicurezza di una via non dipende soltanto dalle capacità tecniche del climber, ma anche dalla qualità dei punti di protezione fissati alla roccia. Per questo motivo la chiodatura di una via non è semplicemente un’operazione tecnica: è una responsabilità verso tutti gli arrampicatori che la percorreranno negli anni.

In questo articolo analizziamo le pratiche più diffuse nella chiodatura moderna, con particolare attenzione ai materiali utilizzati, alle diverse tipologie di ancoraggi e ai fattori ambientali che possono influenzarne la durata nel tempo.

1. La scelta dei materiali

Il materiale con cui vengono realizzati gli ancoraggi è uno degli elementi più importanti per garantire sicurezza e durata nel tempo. Oggi l’acciaio inox è lo standard più diffuso, ma esistono diverse leghe con caratteristiche differenti.

Acciaio inox A2 (AISI 304)

Questo tipo di acciaio è adatto per ambienti relativamente asciutti e per falesie lontane dal mare o da fonti di inquinamento. In contesti più aggressivi però può deteriorarsi più rapidamente.

Acciaio inox A4 (AISI 316L)

Grazie alla presenza di molibdeno nella lega, questo acciaio offre una maggiore resistenza alla corrosione. Per questo motivo rappresenta lo standard più utilizzato nella maggior parte delle falesie outdoor.

Acciai HCR (High Corrosion Resistance)

Si tratta di leghe progettate per resistere a condizioni ambientali particolarmente aggressive. Vengono sempre più spesso impiegate in aree costiere o in ambienti molto umidi.

Titanio (grado 2)

Gli ancoraggi in titanio offrono una resistenza alla corrosione estremamente elevata e possono durare decenni anche in ambienti marini. Tuttavia il costo molto elevato e la complessità della lavorazione ne limitano l’utilizzo.

2. Tipologie di ancoraggi: meccanici e chimici

Nella chiodatura delle vie sportive vengono utilizzate principalmente due categorie di ancoraggi permanenti: i tasselli meccanici e i fittoni resinati.

Ancoraggi meccanici (tasselli a espansione)

Questi ancoraggi funzionano grazie alla pressione esercitata contro le pareti del foro. Una volta inserito il tassello, il serraggio del dado provoca l’espansione della camicia metallica che si blocca nella roccia.

Vantaggi

  • possono essere caricati immediatamente dopo l’installazione

  • installazione relativamente semplice e veloce

Svantaggi

  • generano tensioni interne nella roccia, soprattutto nelle rocce più fragili o fratturate

  • il foro può permettere infiltrazioni d’acqua nel tempo

Ancoraggi chimici (fittoni resinati)

Nel caso dei fittoni resinati, l’ancoraggio viene fissato tramite una resina strutturale, generalmente epossidica o vinilestere, che crea un legame tra metallo e roccia.

Vantaggi

  • non esercitano pressione sulla roccia

  • la resina sigilla completamente il foro impedendo infiltrazioni

  • ottima durata nel tempo

Svantaggi

  • richiedono maggiore precisione durante l’installazione

  • bisogna attendere il tempo di indurimento della resina prima di poter utilizzare l’ancoraggio

3. Errori da evitare: corrosione galvanica

Uno degli errori più frequenti nella chiodatura è l’utilizzo di componenti realizzati con metalli diversi.

Quando due metalli con potenziale elettrochimico differente entrano in contatto in presenza di umidità o acqua, si può innescare un fenomeno chiamato corrosione galvanica. Questo processo accelera il deterioramento del metallo meno nobile.

Una regola fondamentale è quindi non combinare componenti in acciaio inox con elementi in acciaio zincato.

Ad esempio, utilizzare una piastrina inox su un tassello zincato può portare a una rapida corrosione del tassello stesso, compromettendo la sicurezza dell’ancoraggio.

4. Chiodatura vicino al mare: un ambiente particolarmente aggressivo

Le falesie costiere presentano condizioni molto più impegnative per gli ancoraggi. La presenza di sale nell’aria accelera infatti i processi di corrosione.

Uno dei fenomeni più pericolosi è la Stress Corrosion Cracking (SCC), una forma di corrosione che si sviluppa quando il metallo è sottoposto a tensione in presenza di cloruri.

Nel tempo possono formarsi microfratture interne nel materiale, spesso invisibili dall’esterno, che possono portare alla rottura improvvisa dell’ancoraggio.

Conclusione: la responsabilità di chi attrezza una via

Attrezzare una via significa lasciare un’infrastruttura destinata a essere utilizzata da molti arrampicatori nel corso degli anni. Utilizzare materiali scadenti o tecniche approssimative può rappresentare un rischio concreto per chi verrà dopo.

In molti casi è preferibile installare meno ancoraggi, ma farlo utilizzando materiali di qualità e tecniche corrette, in modo da garantire sicurezza e durata nel tempo.

Big Alpine Guide sostiene la richiodatura delle vie più datate con materiali certificati e metodi di installazione moderni. La sicurezza in parete inizia molto prima della prima salita: inizia nel momento in cui si prende in mano il trapano.

Per seguire uno stage sulla chiodatura puoi leggere qui

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